Supercar e teamwork
Negli ultimi anni il team building è diventato una parola inflazionata.
Si organizzano attività, esperienze, giornate fuori ufficio con l’obiettivo di “fare squadra”. E tra queste, l’Automotive è sicuramente una delle più attrattive: velocità, adrenalina, contesto esclusivo.
Ma c’è una domanda che raramente viene fatta davvero: serve a qualcosa? Perché non tutte le esperienze, anche le più coinvolgenti, generano valore.
Esperienza o trasformazione?
Salire su una supercar, girare in pista, condividere un momento ad alto impatto emotivo… è senza dubbio memorabile, ma essere memorabile non significa che sia utile.
Un team building funziona quando crea:
- fiducia reciproca
- capacità di collaborare
- consapevolezza dei ruoli nel team
Se il giorno dopo tutto torna esattamente com’era prima, allora non è successo nulla, è stata solo una bella giornata.
Perché l’automotive ha un potenziale diverso?
Eppure, tra tutte le attività, l’automotive ha una caratteristica unica, mette le persone in una condizione reale.
Guidare significa:
- prendere decisioni in tempo reale
- gestire la pressione
- controllare l’istinto
- ascoltare indicazioni
- fidarsi
E questo rende visibili dinamiche che normalmente restano nascoste.
Chi tende a forzare, chi ha bisogno di controllo, chi si blocca sotto pressione... In pista non si può “recitare”!
Il punto critico: cosa succede dopo?
Si vive l’esperienza, si crea entusiasmo… e poi si torna in ufficio senza nessuna connessione.
E allora quello che poteva essere uno strumento diventa solo intrattenimento, perché il valore non è nell’esperienza in sé, ma in quello che viene fatto con ciò che emerge.
Qualcuno ha osservato le dinamiche?
Qualcuno le ha rilette?
Qualcuno le ha collegate al lavoro reale?
Se la risposta è no, si perde tutto.
E quindi?
L’automotive è uno strumento potentissimo, ma come tutti gli strumenti, dipende da come viene usato.
Può essere: un momento spettacolare oppure un acceleratore di consapevolezza.
Può rafforzare relazioni o non cambiare nulla.
La vera domanda non è se fare team building, ma "vogliamo far vivere un’esperienza o vogliamo generare un cambiamento?"
